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Tying Tiffany live show
Di Admin (in Eventi, linkato 6915 volte)

Tying Tiffany dal vivoLa reginetta italiana dell’elettronica al femminile si porta inevitabilmente dietro il fascino e la curiosità dell’essere una delle più famose suicide girl. Tying Tiffany ormai è all’opera da qualche stagione e si muove lontana da tutto il colorato carrozzone electro nu rave tanto in voga negli ultimi 18 mesi, lei in effetti è arrivata ben prima. La nostra Anna Perin è andata a vederla durante una sua esibizione live tra elettronica punk, citazionismo sparso ma non solo… anche l’occhio infatti vuole la sua parte!

19.01.2008
Tying Tiffany @ Zion Rock Club (Conegliano - TV)

“Oh, hai sentito che viene Tying Tiffany a suonare allo Zion?”
“Chi è taintiffani?”
“Sei un ignorante.”


Tying TiffanyIl locale è discretamente pieno di gente già alle 23.30, noto con piacere la presenza di facce nuove tra gli spettatori, suppongo debba essere uno show bomba vista la quantità di non tesserati in fila davanti a me mezzora prima.
L’ambiente è accogliente, le luci soffuse dello Zion illuminano sorrisi, abbracci, incontri, bicchieri mezzi pieni e bicchieri mezzi vuoti, pupille dilatate attendono lei, la italian suicide girl per eccellenza assieme alla collega Miss Violetta Beauregarde. Ma il palco è ancora vuoto e le luci dormono. Sono le 23.45
L’attesa mi snerva un po’, la curiosità non riesce a starsene ferma nella sua cuccia, ritmi danzerecci ed elettronici stuzzicano il mio udito che, giustamente, li snobba a prescindere, senza nemmeno provare ad ascoltarli. Troppo è il desiderio di sapere, troppa la voglia di vedere se miss Tiffany è così coinvolgente come molti affermano.

Mezzanotte. Siamo alla birra number two. Niente di nuovo sul fronte.
E finalmente scorgo un’ombra tra le tante parti non illuminate del palco, forse ci siamo, penso. Effettivamente sì, non mi sbaglio mai: mezzanotte e quaranta pare quasi un orario onesto, giusto quella fascia oraria a metà tra il “cacchiomuovitichevogliovederti” ed il “massìpoveriavrannoavutoqualcheproblemaorganizzativo”.
Tying Tiffany calca il palco a passo felino ed inizia di getto il suo spettacolo e, dopo una giusta introduzione per scaldare l’ambiente, riesco subito a riconoscere “LCD Soundsystem Is Playing At My House”.
Yeah yeah yeah, ma ancora non riesco a capire se mi piace o meno. Certo è che la signorina si muove poco, ma quando lo fa sono scintille.

È un po’ come stare a guardare i fuochi d’artificio, diversi fotografi si guadagnano i punti strategici aspettando l’alchimia di luci e movimenti più giusta per immortalare Tiffany e i suoi due soci. Peccato i due passino un tantino inosservati, dietro ad una personalità come quella della fascinosa ragazza, ma è da riconoscere che se il risultato è questo è in gran parte merito loro. Sonorità elettroniche s’intrecciano a riff di chitarra semplici, creando un connubio tra elettronica e punk rock. “I’m Not A Peach” suona energica ed accattivante, i testi sono semplici, per nulla cervellotici, ed è proprio questo uno dei suoi punti di forza. Melodie che s’incastrano dirette tra le meningi, una su tutte quella di “I Wanna Be Your MP3”, uno dei pezzi più catchy del primo lavoro della Tiffany. L’atmosfera si riscalda pian piano, mutando sembianze ed apparenze fino a sconfinare in ambienti punk rock con “Pazza”, brano tratto invece dall’ultimo album, “Brain For Breakfast”. “Pazza” è il classico pezzo dominato da un italiano che (forse?) ha un che di autobiografico e chissà come mi ricorda i vecchi Prozac +.
Sarò pazza. O forse no, visto che la parentesi punk si concretizza con un’equilibrata cover di “Io Sto Bene” dei CCCP:

Io sto bene, io sto male, io non so come stare. Non studio non lavoro non guardo la tv, non vado al cinema non faccio sport. Una formalità o una questione di qualità”.

Quasi come a voler calcare un parallelismo tra questi ultimi due pezzi, un mezzo forse per eludere eventuali accuse di plagio?
Ma bando alle ciance paranoiche e concettuali, la musica continua accompagnata da luci fuxia e blu, Tying Tiffany si perde quasi nel buio, tanto è magra ed esile e vestita di nero.
Ringraziando quasi timidamente, la bella annuncia ritmi nuovi, semplici ed arricchiti da ammalianti riverberi al fine dei quali ringrazia frettolosamente e saluta, piantandoci lì senza nemmeno aver avuto la possibilità di celebrarla.
Tanto ritorna”.

E infatti eccola ancora lì sul palco per l’encore.
I Can Do It” amplifica l’atmosfera danzereccia, stavolta il pubblico sembra crederci di più, ma è tardi. La tipetta non si lascia proprio acclamare, stavolta il “grazieciao” è ancora più veloce e conciso. Qualcuno non concede mezzi termini, ma solo bestemmie approvanti il comportamento estremamente distaccato e cosìdannatamentecool della Tiffany.
Il dubbio che dovesse correre a timbrare il cartellino si contorce nella mia mente da qualche ora e probabilmente lo farà per molto tempo, ma posso perdonarla vista la sua successiva discesa tra i comuni mortali.
Personalità particolare, show tutto sommato divertente, Tying Tiffany dimostra di essere molto più che due tre scatti su di un sito dallo sfondo caramelloso, ma ovviamente il settanta per cento dei presenti al concerto si rivela essere composto da uomini.
Up and down, up and down with me.
Why you touch me, why?


And the beat goes on.


Articolo di Anna Perin

 
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