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Social Networking & Last FM, firmato Indie Riviera
Di Admin (in Focus On, linkato 2445 volte)

LAST FMAncora una volta ci troviamo con gran piacere a lasciare spazio alle parole e alle considerazioni del nostro collega e amico Indie Riviera, autore di un personale blog musicale, tra i più ammirati della rete. Le sue riflessioni incrociano consumi musicali, nuove tecnologie e l’ambientazione tutta nuova dei social network e del web 2.0, portando alla luce fenomeni divertenti ed emblematici del nostro tempo. La musica che ascoltiamo la stiamo vivendo in maniera sempre nuova e diversa e di questo molte volte nemmeno ce ne accorgiamo. Tema del giorno: "Il ROI del Social Networking, un esempio concreto con Last FM".

Il blog di INDIE RIVIERA
indieriviera.blogspot.com


Più di un anno fa lessi per la prima volta dell'Office Lip Dub su blog di Mauro (almeno credo che fosse il suo blog, non trovo più il post). Ormai la cosa è piuttosto diffusa anche in Italia. Credi che sia una cosa figa?
Forse dovresti leggere questo post allora.Ecco cosa puoi fare in ufficio con i tuoi colleghi, non pensare male, riguarda sempre la musica!

Qualche settimana fa avevo parlato della folksonomy, ricordi?
In breve: la folksonomy è la possibilità degli utenti di ridefinire qualcosa sul web attraverso tag (etichette), generalmente testuali. Foto, film e siti possono avere una user generated definition attraverso il tagging. Fin qui nulla di nuovo, ma quello che puoi fare con Last.Fm è davvero incredibile. Puoi creare definizioni attraverso la musica, ad esempio il mio sito in musica, vi spiego come.

Comincia il nostro esperimento.

Immagina che la tua azienda stia organizzando una cena, di quelle a bordo piscina. L'organizzazione si sta muovendo per contattare il catering, per noleggiare la villa e magari per contattare un presentatore famoso, quello che a fine cena premierà l'impiegato dell'anno.

Manca ancora qualcosa dici? Davvero pensi che nell'era del web 2.0 serva ancora il DJ?
Bè non è così!
[Spero che il mio amico Alberto mi passi questa romanzata estremizzazione, è un dj lui]

Ok, vi spiego come agiremo.
Facciamo aprire ad ogni collega dell'ufficio un account su Last Fm (a propostio, questo è il mio contatto, mi hai aggiunto o no?!?!) e li colleghiamo tutti fra loro. Fatto? Fatto!
Poi cominciamo ad ascoltare musica con il player, ascoltiamo il genere o l'artista che vorremmo ascoltare la sera della festa.

Ogni volta che passa una canzone che "ci potrebbe anche stare" la tagghiamo con un tag precedentemente scelto e comunicato a tutto il presonale, per esempio "festa_sfascio_villa_borghese_2008". Fatto? Fatto!

In questo modo avremo creato una radio perfettamente in linea con quello che tutta l'azienda vorrebbe ascoltare alla cena aziendale. Il Dj dovrà semplicemente collegare un pc al mixer ed avviare il player di Last FM. La radio "festa_sfascio_villa_borghese_2008" comincerà a girare musica precedentemente selezionata o canzoni in linea con quelle votate dai partecipanti.

Attenzione, i tag di Last Fm, vengono visualizzati in home per quantità, quindi potreste taggare, che ne so, Nevermind dei Nirvana con l'etichetta "oggi mi gira il culo col capo" e questa non arriverebbe mai in una parte visibile del sito (se l'avete già fatto potete tirare un sospiro di sollievo). Le tag sono mostrate in base alla loro popolarità

Le potenzialità diagonali delle tag in questo senso sono infinitamente superiori a quelle verticali. Qui arriva la parte più interessante, la parte che potrebbe interessare anche alle aziende.

Una discoteca ad esempio potrebbe creare un suo gruppo su last.fm, invitarci tutti i frequentatori e crearsi una propria radio con la musica più suonata (come abbiamo visto nell'esempio sopra).
Il gruppo “d'ascolto” genererebbe una classifica interna basata sugli ascolti degli iscritti. Il locale potrebbe "magicamente" avere un dato qualitativo sui gusti della propria utenza e mettere in piedi una programmazione sempre più vicina ai propri consumatori.
L'operazione è consigliata: azione virale potenzialmente devastante, dati qualitativi inestimabili e spese nulle.

Il secondo esempio è emblematico di come le aziende potrebbero impiegare i social network e su come potrebbero effettivamente valutarne il ROI, un problema recentemente affrontato anche da Marco Massarotto
su Internet P.R. (Apogeo 2008)

 
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