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GOLDFRAPP - Seventh Tree
Di Alberto Antonello (in Recensioni, linkato 3012 volte)

GOLDFRAPPSe i precedenti "Black Cherry" (2003) e "Supernature" (2005) rappresentavano prodotti ad hoc per scatenare le piste da ballo dei club di tutto il continente, ecco che con "Seventh Tree" si chiude e si completa la storia cominciata con l'esordio folgorante di "Felt Mountain" (2000). Più che un poker possiamo dunque considerare la discografia dei Goldfrapp come una doppia coppia, giocata appunto su due precisi e opposti stili musicali. Una fuga dai dancefloor affollati e luccicanti e una corsa verso la natura, su qualche altura isolata con evocativi scorci di paesaggio: questo in estrema sintesi il percorso stilistico dei Goldfrapp.

La provocazione electroglam lascia dunque ora il posto alla versione più spirituale ed eterea della formazione inglese, in perfetta linea con la tendenza del momento, proprio nell'anno in cui riappaiono sulla scena internazionale i più grandi nomi del trip hop, come i Massive Attack ma soprattutto i Portishead, quasi ispiratori di questo ritorno ad originem del duo formato da Alison Goldfrapp e Will Gregory.

Dal synthpop patinato a questa sorta di folktronica, dove si respira l'aria della natura e delle montagne che aiutano a creare un chill out bucolico, che forse non rappresenta una grossa novità ma di certo è un cerchio che si chiude, grazie a un'improvvisa virata stilistica, giusto in tempo prima di perdersi in inutili riproposizioni di formule già viste e sentite. "Seventh Tree" non gode dell'evocazione da brividi di "Felt Mountain" e di tutti i suoi echi morriconiani ma è come una cavalcata in mezzo al verde che si apre in melodie dall'ampio respiro e si fa apprezzare sin dai primi ascolti. Troviamo ancora diversi rimandi alla dimensione cinematografica, con canzoni buone per colonne sonore d'autore, tra dream pop suadente e qualche vaga deriva psichedelica, nel complesso un lavoro molto più ricco di solarità rispetto al sound dei primi tempi. Trait d'union tra presente e passato resta comunque l'inconfondibile timbro di Alison Goldfrapp, la cui voce difficilmente ci lascia insensibili, come d'altro canto la sua magnetica presenza sul palco.

Poco più di quaranta minuti che scorrono via sin troppo veloci, dove l'iniziale "Clowns" fa da apripista, schiudendo davanti a noi tutto il meraviglioso panorama sonoro di questo nuovo lavoro, del quale è difficile individuare gli episodi più eclatanti. Il singolo prescelto è "A&E" ma di certo altri brani come "Happiness", la delicatissima "Cologne Cerrone Houdini" o l'allegra "Caravan Girl" potrebbero allo stesso modo essere gli esempi migliori per presentare al grande pubblico tutto il fascino di "Seventh Tree". Sembra comunque che si siano già convinti in molti, vista la rapida ascesa del brano nelle classifiche di vendita, soprattutto in nel Regno Unito.

Resta ora solo da capire quale sarà la strada di un eventuale quinto lavoro della formazione inglese. Di certo è ancora presto per scoprirlo, meglio godersi l'aria leggera e sognante di questa elettronica d'ambiente, come un venticello primaverile che dona sorrisi e profumi ma che si porta dietro ancora qualche brivido invernale. Un souno morbido e rassicurante come un maglioncino di ciniglia, tessuto forse un po' vintage ma sempre perfetto per questa stagione.

GOLDFRAPP Seventh Tree

Goldfrapp
"Seventh Tree"
(Mute, 2008)

Tracklist:


1. Clowns
2. Little Bird
3. Happiness
4. Road To Somewhere
5. Eat Yourself
6. Some People
7. A&E
8. Cologne Cerrone Houdini
9. Caravan Girl
10. Monster Love

 
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