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		<name>TEA Music</name>
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	<updated>2008-11-27T10:52:50+01:00</updated>
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		<updated>2008-11-27T10:52:50+01:00</updated>
		<title type='text'><![CDATA[Superpartner: Pink Pop Band]]></title>
		<content type='html'><![CDATA[<object width="425" height="349"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/w38l1_Hz1zE&hl=it&fs=1&color1=0x006699&color2=0x54abd6&border=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/w38l1_Hz1zE&hl=it&fs=1&color1=0x006699&color2=0x54abd6&border=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="349"></embed></object>
<br><br>
Originari del Salento i <strong>Superpartner</strong> esordiscono ufficialmente quest’anno con l’album <strong>“Love Hotel”</strong> prodotto da Pippola Music/Audioglobe, e la sua distribuzione in Giappone, Francia e Benelux fa si che il loro successo vada ben oltre la Puglia e l’Italia.<br>
<br>
Ma la band non &egrave; nuova n&eacute; sui palchi n&eacute; per riconoscimenti ufficiali e i cinque anni che precedono il loro esordio discografico sono anni ricchi di successi. Formatasi nel 2003 come duo composto da <strong>Giorgia Libardo</strong> e <strong>Francesco Lanferdini</strong>, pubblicano da subito il primo cd demo, accolto positivamente da critica e pubblico, tanto che la band si allarga a sei componenti, fino ad approdare all’Arezzo Wave l’anno successivo. La voce graffiante di Giorgia viene sostituita da quella di Rosita Garzia e nel 2005 ritentano la fortuna ad Arezzo, classificandosi secondi. Nella stessa estate ad Imola sono sul calendario dell’Heineken, mentre in contemporanea cominciano le prime apparizioni in tv e radio.<br>
<br>
Del 2006 la formazione definitiva con <strong>Cristiano Longo</strong> alle tastiere, <strong>Vincenzo Carluccio</strong> alla chitarra e <strong>Francesco Fiore</strong> alla batteria, formazione che li porter&agrave; al successo nel 2007, anno di partecipazione al Rock Contest, di nuovo premiati al secondo posto, e al Your Sound, dove tornano a casa con in tasca il premio Piazzavittoria.net, mentre alcuni loro brani entrano a far parte di pi&ugrave; compilations.<br>
<br>
Il 2008 &egrave; invece segnato dall’uscita di “Love Hotel”, “dai colori tenui e dalle sfumature agrodolci, sempre sospese tra luce ed ombra, giorno e notte, primavera e autunno”, dalla partecipazione alla compilation omaggio ai Diaframma contribuendo col brano intitolato “L’odore delle rose” e dalla trasmissione del loro primo video autoprodotto “Pink Girl” all’interno del contest di Scalo 76 su Rai2. Ma non finisce qui: partecipano ad una seconda compilation promossa da Controradio, “Rock Contest XIX Edizione” e poi ad una terza “Pop Nation Vol.4” prodotta dalla spagnola Bon Vivian Records, per concludere con la realizzazione un nuovo video “Do you remember the hill?”.<div id="technorati">
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</div>
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		<updated>2008-06-21T20:09:14+01:00</updated>
		<title type='text'><![CDATA[dEUS - Vantage Point ]]></title>
		<content type='html'><![CDATA[<p><img width="183" vspace="5" hspace="5" height="131" align="left" alt="deus" src="/public/image/gruppi/deus.gif" />Risulta difficile avvicinarsi a “<strong><em>Vantage Point</em></strong>”, nuovo disco dei dEUS, senza tener conto, un po' romanticamente, del loro passato, fatto di quattro magistrali dischi, a modo loro uno pi&ugrave; bello dell'altro. Risulta difficile soprattutto per il carico di aspettative che in esso si intrecciano e si fondono, nel timore che il magico incantesimo della band belga possa irrimediabilmente spezzarsi da un disco all'altro.<br />
<br />
Se i timori erano gi&agrave; stati parzialmente spazzati via dal convincente “<strong><em>Pocket Revolution</em></strong>”, che aveva visto Tom Barman e soci soffocare anche gli ultimi rigurgiti grunge per avvicinarsi a sonorit&agrave; pop-rock pi&ugrave; classiche, questo “<strong><em>Vantage Point</em></strong>” rappresenta la prova che spazza via ogni dubbio sul nuovo corso dei dEUS.<br />
<br />
Il disco, se vogliamo, suona ancora pi&ugrave; diretto, ma non per questo perdendo in qualit&agrave;, del predecessore: brani come il singolo “<strong><em>The Architect</em></strong>”, autentica gemma radiofonica, o l'elettrizzante cavalcata “<em><strong>Favourite Game</strong></em>”, riescono a coniugare in modo sopraffino riff pieni e potenti a soluzioni stilistiche che rimangono, nonostante tutto, molto ricercate e curate.<br />
<br />
Ma il meglio ha ancora da venire e, paradossalmente a quanto appena detto, i quattro lo sfornano quando i ritmi si fanno meno tirati: “<strong><em>Eternal Woman</em></strong>”, mieloso vortice di violini e pianoforte, &egrave; la classica canzone che lascia storditi per la sua imbarazzante bellezza, complice anche l'azzeccato apporto della fatata voce di <strong>Lisa Denier</strong>.<br />
<br />
Discorso molto simile pu&ograve; essere fatto per la tenebrosa “<em><strong>Slow</strong></em>”, che si avvale di un'altra preziosa collaborazione, quella con <strong>Karin Drejier</strong>, voce degli <strong>Knife</strong>; il risultato, in questo caso, &egrave; un barocco crescendo emozionale in cui le voci di Barman e della Drejier giocano a rincorrersi per tutto il pezzo, ritrovandosi poi nel ritornello in un'interpretazione corale di una intensit&agrave; quasi opprimente.<br />
<br />
I dEUS sembrano insomma aver trovato la formula perfetta per smussare gli impeti furiosi che da sempre li contraddistinguono, incanalandoli in una forma matura e pi&ugrave; “classica”, ed approdando ad una nuova dimensione stilistica allo stesso tempo rabbiosa e delicata, grezza ed elegante, irruente e leggiadra. Chapeau.<br />
<br />
<img src="/public/image/recensioni/deus_vantage_point.jpg" alt="Deus Vantage Point" /><br />
<br />
<strong>dEUS<br />
<em>“Vantage Point”</em></strong><em><br />
[V2, 2008]</em><br />
<br />
<strong>Tracklist</strong><br />
1    When She Comes Down<br />
2    Oh Your God<br />
3    Eternal Woman<br />
4    Favourite Game<br />
5    Slow<br />
6    The Architect<br />
7    Is a Robot<br />
8    Smokers Reflect<br />
9    The Vanishing of Maria Schneider<br />
10    Popular Culture<br />
<br />
<font size="4"><em><br />
articolo di <strong>Marco Zorzi</strong></em></font></p><div id="technorati">
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<a href='http://www.technorati.com/tag/dEUS' target='_blank' rel='tag'>dEUS</a>,&nbsp;<a href='http://www.technorati.com/tag/recensione' target='_blank' rel='tag'>recensione</a>,&nbsp;<a href='http://www.technorati.com/tag/Vantage+Point' target='_blank' rel='tag'>Vantage Point</a>,&nbsp;<a href='http://www.technorati.com/tag/Belgio' target='_blank' rel='tag'>Belgio</a>,&nbsp;<a href='http://www.technorati.com/tag/Indie' target='_blank' rel='tag'>Indie</a>&nbsp;
</div>
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		<id>http://www.teamusic.it/public/post/disponibile-il-download-dell-ultimo-ep-dei-canadians-242.asp</id>
		<updated>2008-06-14T09:54:01+01:00</updated>
		<title type='text'><![CDATA[Disponibile il download dell'ultimo EP dei Canadians]]></title>
		<content type='html'><![CDATA[<p><img width="183" vspace="5" hspace="5" height="131" align="left" src="/public/image/gruppi/canadians.jpg" alt="Canadians" />Grande sorpresa in casa Canadians. La band veronese torna sotto le luci della ribalta con un nuovo E.P. intitolato “<em><strong>This Is The First Part”</strong></em>, contenente due cover “<strong><em>Moonlight Shadow</em></strong>” di Mike Oldfield e “<strong><em>Like Dylan In The Movies</em></strong>” dei Belle &amp; Sebastian. L’E.P. sar&agrave; disponibile in download gratuito inizialmente solo sul celeberrimo blog americano <a href="http://myoldkyhome.blogspot.com"><strong>My Old Kentucky </strong></a>per una settimana a partire da luned&igrave; 2 giugno.<br />
<br />
Successivamente l’E.P. sar&agrave; disponibile, sempre in download gratuito, anche sul sito <strong><a href="http://www.myspace.com/canadianstheband">MySpace dei Canadians</a></strong>  e sul loro <strong><a href="http://www.canadiansmusic.com ">sito ufficiale</a></strong>. Come &egrave; facilmente intuibile leggendo il titolo dell’EP, &egrave; prevista la pubblicazione di un secondo E.P. tra qualche mese, contenente altre due cover realizzate dai Canadians con il loro inconfondibile stile.<br />
<br />
I Canadians a proposito delle due cover presenti nell’E.P. “<strong><em>This Is The First Part</em></strong>”:<br />
Moonlight Shadow l'abbiamo fatta durante le registrazioni di "<em><strong>A sky with no stars</strong></em>". Ricordo ancora per quale motivo abbiamo scelto sto pezzo: Acty (Stefano Rocco di Rockit) in quei giorni su myspace aveva questa canzone di Mike Oldfield. In un secondo ho pensato: registriamola! Detto, fatto. La batteria la suona Matteo Cantaluppi perch&egrave; Christian quel giorno non era a Milano. Canta una nostra amica svedese, la diciannovenne Victoria Arvidsson. Inizialmente pensavamo di inserire il brano nel disco, ma non se n'&egrave; fatto nulla! Doveva quindi far parte di un nuovo progetto a nome "<strong><em>Girls in Milan</em></strong>", ma anche qui non se n'&egrave; fatto nulla, quindi ora la proponiamo a nome Canadians come &egrave; giusto che sia!<br />
<br />
Like Dylan in the movies invece l'abbiamo registrata per la compilation tributo ai B&S "<strong><em>A century of covers</em></strong>", realizzata da Kirsten's Postcards nell'estate del 2006. Duccio qui &egrave; impegnato nel ruolo di seconda voce, perch&egrave; la voce principale &egrave; di un nostro amico, che qui s'&egrave; firmato col moniker Calgary. Canadians in Calgary. Che simpatici burloni! Registrata e mixata da Martino Modena in una camera da letto. <br />
<br />
L’E.P. giunge a quasi nove mesi di distanza dall’uscita dell’album di debutto dei Canadians “<em><strong>A Sky With No Stars</strong></em>”. Nove mesi durante i quali i Canadians hanno suonato incessantemente dal vivo in Italia e all’estero (da ricordare l’esibizione al South By SouthWest di Austin, Texas il 15 marzo scorso e il recentissimo tour in Olanda) e hanno ricevuto premi e riconoscimenti da parte di critica e pubblico: nel corso dell’undicesima edizione del Meeting delle Etichette Indipendenti tenutasi a Faenza (RA) il 24/11/2007 i Canadians, sono stati premiati come “<strong>band rivelazione indie rock dell’anno</strong>”; sono stati nominati a fine dicembre 2007 Best New Artist 2007 da MTV, battendo la concorrenza di artisti quali Grinderman, Cold War Kids, Simian Mobile Disco, Kate Nash e la nota rivista americana Spin, nella propria versione web ha segnalato i Canadians quali “Artist Of The Day” <strong><a href="http://www.spin.com/articles/canadians">http://www.spin.com/articles/canadians</a></strong><br />
<br />
“<strong>A Sky With No Stars</strong>” ha ottenuto molti passaggi radiofonici nelle college radio americane e l’album &egrave; entrato nella classifica CMJ degli album pi&ugrave; trasmessi negli Stati Uniti nel mese di novembre del 2007.<br />
Il videoclip dei Canadians "<em><strong><a href="http://www.teamusic.it/public/post/canadians-summer-teenage-girl-15.asp">Summer Teenage Girl</a></strong></em>”, primo singolo tratto dall’album di debutto, ha fatto parte dei 12 video che MTV  ha proposto in esclusiva anteprima nel corso della <strong>MTV MUSIC WEEK  </strong>dal 16 al 23 settembre 2007. Altri video selezionati per la rotazione nel corso della MTV Music Week sono stati quelli, fra gli altri, di Timbaland, Kaiser Chiefs, Babyshambles e Jennifer Lopez.</p><div id="technorati">
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<a href='http://www.technorati.com/tag/Canadians' target='_blank' rel='tag'>Canadians</a>,&nbsp;<a href='http://www.technorati.com/tag/indie' target='_blank' rel='tag'>indie</a>,&nbsp;<a href='http://www.technorati.com/tag/ep' target='_blank' rel='tag'>ep</a>,&nbsp;<a href='http://www.technorati.com/tag/download' target='_blank' rel='tag'>download</a>&nbsp;
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		<id>http://www.teamusic.it/public/post/its-a-beautiful-day-dei-van-houtens-colonna-sonora-del-nuovo-spot-mcdonald-s-241.asp</id>
		<updated>2008-06-07T09:47:15+01:00</updated>
		<title type='text'><![CDATA[“(It’s a) Beautiful day” dei Van Houtens colonna sonora del nuovo spot McDonald's]]></title>
		<content type='html'><![CDATA[<p><img width="183" vspace="5" hspace="5" height="131" align="left" src="/public/image/gruppi/the_van_houtens.gif" alt="The Van Houtens" />La montagna e il topolino. O se preferite il gigante e la bambina. Insomma, la pi&ugrave; grande multinazionale dell’alimentazione ha scelto per promuovere il nuovo <strong>Chicken Gourmet </strong>un brano musicale di un autore ultra-indipendente, non pubblicato n&eacute; sotto contratto con etichette. Da venerd&igrave; 30 maggio &egrave; l’estivissima ed irresistibile  “<strong><em>(It’s a) Beautiful day</em></strong>” dei piemontesi <strong>Van Houtens</strong> la colonna sonora del commercial televisivo per <strong>McDonald’s</strong> sulle reti Rai, Mediaset e Sky. Rimarr&agrave; in onda almeno fino al 20 giugno, con probabile estensione all’estate.<br />
<br />
Un altro grande risultato per la musica indipendente italiana nell’advertising, dopo i <strong>Fake P</strong> di “<em><strong>Last</strong></em>” scelti da Comete Gioielli e “<em><strong>Antananarivo</strong></em>” dei <strong>The Second Grace </strong>utilizzata per la r&eacute;clame dei Tortellini Fini.<br />
<br />
Lo spot &egrave; in tre versioni, da 30”, 10” e 5”, e si muove sul crinale del tema “la campagna va in citt&agrave;”: uno scorcio cittadino davanti a una rivendita McDonald’s, una coppia mangia il Chicken Gourmet e all’improvviso arriva in citt&agrave; la campagna. Qualcuno pianta uno spaventapasseri nell'aiuola, in strada passa un trattore, il vigile fischia ed esce il verso del gallo anzich&eacute; il suono del fischietto.<br />
<br />
Nessuna voce fuori campo, ma solo il jingle di “<strong><em>(It’s a) Beautiful day</em></strong>”, nitido con qualche rumore di scena.<br />
<br />
I Van Houtens vengono da Verbania e sono costruiti attorno alla carismatica figura di <strong>Alan Ramon</strong>, autore di “<strong><em>(It’s a) Beautiful day</em></strong>” oltre che di altri venturi hit-single da Paese ideale, sospesi tra lezione beatlesiana, pronta presa easy listening e minimalia in levare. <br />
<br />
La loro biografia &egrave; avvolta nel mistero, spulciando la Rete se ne trova una semiseria all’indi(e)rizzo: <strong><a href="http://digilander.libero.it/pornoriviste/biobio.htm">http://digilander.libero.it/pornoriviste/biobio.htm</a></strong><br />
<br />
Ciononostante il demo di otto pezzi ha gi&agrave; conseguito apprezzamento e visibilit&agrave; nelle pagine delle riviste Blow Up e Rockit, oltre che sulle frequenze di Radio Rai e sui blog.<br />
<br />
Alan Ramon e i Van Houtens sono ora in contatto con alcune label indipendenti per la pubblicazione ufficiale di “<em><strong>(It’s a) Beautiful day</strong></em>” e altri brani.<br />
<br />
Per l’ascolto ed i contatti rimando allo space <strong><a href="http://myspace.com/vanhoutens">http://myspace.com/vanhoutens</a></strong> e all’indirizzo mail di Alan Ramon, <strong><a href="mailto:vanhoutens@hotmail.co.uk">vanhoutens@hotmail.co.uk<br />
</a></strong></p><div id="technorati">
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<a href='http://www.technorati.com/tag/Von+Houtens' target='_blank' rel='tag'>Von Houtens</a>,&nbsp;<a href='http://www.technorati.com/tag/Indie+Pop' target='_blank' rel='tag'>Indie Pop</a>,&nbsp;<a href='http://www.technorati.com/tag/Spot' target='_blank' rel='tag'>Spot</a>,&nbsp;<a href='http://www.technorati.com/tag/McDonald's' target='_blank' rel='tag'>McDonald's</a>&nbsp;
</div>
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		<id>http://www.teamusic.it/public/post/tost-che-niente-unplugged-indie-fest-a-forli-240.asp</id>
		<updated>2008-06-02T09:40:51+01:00</updated>
		<title type='text'><![CDATA[+TOST che niente, unplugged indie fest a Forlì]]></title>
		<content type='html'><![CDATA[<p><img width="183" vspace="5" hspace="5" height="131" align="left" src="/public/image/eventi/piutost.jpg" alt="+tost che niente" />Staccare la spina &egrave; molto spesso una necessit&agrave; che la competizione tollera a malapena, ma &egrave; costretta a subire seppure per brevi momenti. Suonare scollegati dagli amplificatori invece &egrave; un piacere che molti musicisti a partire dagli anni Novanta si sono voluti di nuovo concedere, estendendolo a un pubblico che ha apprezzato da subito l’inedita empatia venutasi a creare. Quando dal palco provengono meno rumori e in platea si fa pi&ugrave; silenzio, diventa naturale percepire il vibrato delle corde di una chitarra o di un violino, o i colpi ben assestati alle percussioni, o semplicemente tutte le parole di un testo: senza che la performance coi cavi a terra possa dirsi scialba o in tono minore, quando gli strumenti sono adoperati con energia, scossa e pure urgente fuoco dell’arte.<br />
<br />
Partendo da questi presupposti, l’associazione <strong>La Valvola</strong> – operativa in Forl&igrave; quale riferimento per etichette musicali, produzioni cinematografiche, piccoli editori in cerca di spazi - ha organizzato per <strong>sabato 28 giugno</strong> una <strong>maratona indie </strong>che convoglier&agrave; in quest’angolo di Romagna alcuni dei migliori esponenti nazionali del cantautorato pop e folk, ai quali andranno ad aggiungersi le pi&ugrave; fervide speranze del territorio. Otto progetti musicali uniti da quella professionalit&agrave; cui oggi, per nemesi, si dedicano soprattutto coloro che di musica non riescono a vivere, a fronte di un mercato in grossa crisi capace di vedere il male dappertutto ma non nell’intima struttura delle proprie scelte.<br />
<br />
<strong>Dente</strong> da Fidenza, <strong>Paolo Saporiti</strong> da Milano, gli <strong>En Roco</strong> da Genova e <strong>Dino Fumaretto</strong> da Mantova sono gli ospiti. Il primo &egrave; “sulla bocca di tutti” (facile calembour dallo stesso artista avallato) grazie allo splendido album Non c’&egrave; due senza te, che ha spopolato su myspace e fatto parlare la critica di “credibile erede di Battisti” innamorando molte ragazzine. Dal vivo, tra un pezzo e l’altro, si trasforma in accattivante intrattenitore pronto a riprendere il filo di canzoni mai banali. <strong>Paolo Saporiti</strong> &egrave; il capofila della scuola CaneBagnato, una voce ammaliante messa al servizio di un concetto debitore degli States pi&ugrave; deserti, con escursioni sperimentali alimentate sull’ultimo disco <strong><em>Just let it happen</em></strong>… dalla strumentazione insolita di <strong>Xabier Iriondo</strong> (ex Afterhours). Gli <strong>En Roco</strong> uniscono una disarmante grazia nei testi a un ambiente pop fresco e molto scozzese, abile nell’incresparsi come pure nei rilasci. La particolare formazione extended &egrave; complice nel favorire la resa migliore dei classici brani inseriti in <strong><em>Prima di volare via</em></strong> e <strong><em>Occhi chiusi</em></strong>, in attesa dell’imminente terza uscita per la concittadina Green Fog Records. <strong>Dino Fumaretto</strong> &egrave; un caso pi&ugrave; unico che raro di personalit&agrave; sdoppiata che imprime pulsioni ai tasti del pianoforte sopra e sotto liriche disincantate, spiazzanti, altre. Magari sul palco vi capiter&agrave; di vedere Elia Belloni al posto suo…<br />
<br />
La <em><strong>Swingin’ Romagna</strong></em> offre l’imbarazzo della scelta in quanto a istanze da avanzare, sotto l’occhio dei soliti bene informati che vedono nelle province di Forl&igrave; e Ravenna un nuovo Eldorado per l’indie italico. Alla mensa acustica partecipano i locals <strong>Jocelyn Pulsar</strong>, che fin dal tempo del telefono fisso continuano a chiedersi cosa fischietti l’artista vero, ponendosi in scia di Artemoltobuffa; i cesenati <strong>Tiny Tide</strong>, proiettati in collaborazioni internazionali sull’onda dell’indiepop made in Sweden e delle girls from Ronta; il giovanissimo duo ravennate dei <strong>Clever Square</strong>, a cavallo della maggiore et&agrave; con tanti brani lo-fi all’attivo e gi&agrave; un’etichetta alle spalle, la Tea-Kettle di Piacenza; gli <strong>Aelen </strong>da Sant’Angelo, che con Rib&eacute;ss provano a diventare tutt’uno col crepuscolo che impregna le loro canzoni retr&ograve;. Negli intermezzi e al termine della sessione, gireranno i dischi scelti da <strong>Enver</strong>, critico di Blow Up e speaker radiofonico per Sherwood.<br />
<br />
Bene accetta e anzi sollecitata sar&agrave; la presenza di espositori, distribuzioni, creativi ed artigiani, che vengano a far conoscere e, perch&eacute; no, vendere la propria mercanzia indipendente. L’appello &egrave; rivolto soprattutto alle etichette discografiche regionali e italiane, ai  merchandiser, ai fotografi della realt&agrave;, agli artisti autoprodotti. Per prenotare un banchetto, e per qualsiasi informazione, scrivere all’indi(e)rizzo <strong><a href="mailto:ass.lavalvola@libero.it ">ass.lavalvola@libero.it </a></strong>oppure attraverso la messaggeria interna a <strong><a href="http://www.myspace.com/asslavalvola">myspace.com/asslavalvola</a></strong></p><div id="technorati">
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<a href='http://www.technorati.com/tag/Festival' target='_blank' rel='tag'>Festival</a>,&nbsp;<a href='http://www.technorati.com/tag/unplugged' target='_blank' rel='tag'>unplugged</a>,&nbsp;<a href='http://www.technorati.com/tag/Forlì' target='_blank' rel='tag'>Forlì</a>,&nbsp;<a href='http://www.technorati.com/tag/indie' target='_blank' rel='tag'>indie</a>&nbsp;
</div>
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		<id>http://www.teamusic.it/public/post/the-last-shadow-puppets-the-age-of-the-understatement-239.asp</id>
		<updated>2008-05-22T00:07:07+01:00</updated>
		<title type='text'><![CDATA[THE LAST SHADOW PUPPETS - The Age of The Understatement]]></title>
		<content type='html'><![CDATA[<p><img width="183" vspace="5" hspace="5" height="131" align="left" src="/public/image/gruppi/The_Last_Shadow_Puppets.gif" alt="The last shadow puppets" />Un nome nuovo nel mare magnum dell&rsquo;indie inglese, non si sa ancora per&ograve; se si tratta di un side project o di qualcosa destinato ad avere un lungo seguito, per ora l&rsquo;esordio dei <strong>The Last Shadow Puppets</strong> &egrave; stato accompagnato da tanta curiosit&agrave; e da un buon riscontro da parte dei media. Scontato l&rsquo;interesse nei confronti di questa nuovissima uscita, considerando che le due menti del progetto sono <strong>Alex Turner</strong>, leader degli <strong>Arctic Monkeys</strong> (vero e proprio uragano mediatico degli ultimi anni) e <strong>Miles Kane</strong> dei <strong>Rascals</strong>, band di Liverpool acclamatissima in parti ma semisconosciuta dalle nostre parti. &quot;<strong><em>The Age of The Understatement</em></strong>&quot; &egrave; il titolo dell&rsquo;album, oltre che del singolo apripista accompagnato da questo affascinante video.<br />
<br />
Un suono decisamente pi&ugrave; maturo e ricercato, rispetto al fragoroso muro di indie rock giovanistico che ha fatto degli <strong>Arctic Monkeys</strong> una band di caratura internazionale. L&rsquo;ambientazione poi &egrave; tutta particolare, immersa in quel clima di guerra fredda che sembra quasi un trend dell&rsquo;ultima stagione, basti vedere le continue considerazioni sviluppate qualche mese orsono dalla nostra redazione <a href="http://www.tea-trends.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=1342"><strong>TEA TRENDS</strong></a>. Il duo <strong>Turner/Kane</strong> decide quindi di esordire coraggiosamente partendo proprio da quest&rsquo;atmosfera vintage dal sapore sovietico. Poi se son rose fioriranno. Godiamoci intanto questo video&hellip;<br />
<br />
<object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/XGV8xCkpXjE&hl=en&color1=0xcc2550&color2=0xe87a9f"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/XGV8xCkpXjE&hl=en&color1=0xcc2550&color2=0xe87a9f" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object></p><div id="technorati">
<img src="/dblog/template/higherground/gfx/technorati.gif" alt="Technorati" />&nbsp;Tag:&nbsp;
<a href='http://www.technorati.com/tag/Video' target='_blank' rel='tag'>Video</a>,&nbsp;<a href='http://www.technorati.com/tag/The+Last+Shadow+Puppets' target='_blank' rel='tag'>The Last Shadow Puppets</a>&nbsp;
</div>
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		<link rel='alternate' href="http://www.teamusic.it/public/post/the-last-shadow-puppets-the-age-of-the-understatement-239.asp"/>
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		<category term='Video'/>
		<author>
			<name>Alberto Antonello</name>
		</author>
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	<entry>
		<id>http://www.teamusic.it/public/post/social-networking-amp-last-fm-firmato-indie-riviera-238.asp</id>
		<updated>2008-05-21T22:58:54+01:00</updated>
		<title type='text'><![CDATA[Social Networking &amp; Last FM, firmato Indie Riviera]]></title>
		<content type='html'><![CDATA[<p><img width="183" align="left" vspace="5" hspace="5" height="131" src="/public/image/speciali/lastfm.gif" alt="LAST FM" />Ancora una volta ci troviamo con gran piacere a lasciare spazio alle parole e alle considerazioni del nostro collega e amico <strong><a href="http://indieriviera.blogspot.com/">Indie Riviera</a></strong>, autore di un personale blog musicale, tra i pi&ugrave; ammirati della rete. Le sue riflessioni incrociano consumi musicali, nuove tecnologie e l&rsquo;ambientazione tutta nuova dei social network e del web 2.0, portando alla luce fenomeni divertenti ed emblematici del nostro tempo. La musica che ascoltiamo la stiamo vivendo in maniera sempre nuova e diversa e di questo molte volte nemmeno ce ne accorgiamo. Tema del giorno: <em><strong>&quot;Il ROI del Social Networking, un esempio concreto con Last FM</strong></em>&quot;.<br />
<br />
Il blog di <em><strong>INDIE RIVIERA</strong></em><br />
<font size="3"><a href="http://indieriviera.blogspot.com"><strong>indieriviera.blogspot.com</strong></a></font><br />
<br />
<br />
<em>Pi&ugrave; di un anno fa lessi per la prima volta dell'<strong><a href="http://www.youtube.com/results?search_query=Office+Lip+Dub&amp;search_type=">Office Lip Dub</a></strong> su blog di <strong><a href="http://admaiora.blogs.com/maurolupi/">Mauro</a></strong> (almeno credo che fosse il suo blog, non trovo pi&ugrave; il post). Ormai la cosa &egrave; piuttosto diffusa anche in Italia. Credi che sia una cosa figa?<br />
Forse dovresti leggere questo post allora.Ecco cosa puoi fare in ufficio con i tuoi colleghi, non pensare male, riguarda sempre la musica!<br />
<br />
Qualche settimana fa avevo parlato della <strong><a href="http://indieriviera.blogspot.com/2008/01/lastfm-e-la-folksonomy-la-user.html">folksonomy</a></strong>, ricordi?<br />
In breve: la folksonomy &egrave; la possibilit&agrave; degli utenti di ridefinire qualcosa sul web attraverso tag (etichette), generalmente testuali. Foto, film e siti possono avere una user generated definition attraverso il tagging. Fin qui nulla di nuovo, ma quello che puoi fare con Last.Fm &egrave; davvero incredibile. Puoi creare definizioni attraverso la musica, ad esempio il mio sito in musica, vi spiego come.<br />
<br />
Comincia il nostro esperimento.<br />
<br />
Immagina che la tua azienda stia organizzando una cena, di quelle a bordo piscina. L'organizzazione si sta muovendo per contattare il catering, per noleggiare la villa e magari per contattare un presentatore famoso, quello che a fine cena premier&agrave; l'impiegato dell'anno.<br />
<br />
Manca ancora qualcosa dici? Davvero pensi che nell'era del web 2.0 serva ancora il DJ?<br />
B&egrave; non &egrave; cos&igrave;!<br />
[Spero che il mio amico Alberto mi passi questa romanzata estremizzazione, &egrave; un dj lui]<br />
<br />
Ok, vi spiego come agiremo.<br />
Facciamo aprire ad ogni collega dell'ufficio un account su <strong><a href="http://www.last.fm">Last Fm</a></strong> (a propostio, questo &egrave; il <a href="http://www.lastfm.it/user/franseo/"><strong>mio contatto</strong></a>, mi hai aggiunto o no?!?!) e li colleghiamo tutti fra loro. Fatto? Fatto!<br />
Poi cominciamo ad ascoltare musica con il player, ascoltiamo il genere o l'artista che vorremmo ascoltare la sera della festa.<br />
<br />
Ogni volta che passa una canzone che &quot;ci potrebbe anche stare&quot; la tagghiamo con un tag precedentemente scelto e comunicato a tutto il presonale, per esempio &quot;festa_sfascio_villa_borghese_2008&quot;. Fatto? Fatto!<br />
<br />
In questo modo avremo creato una radio perfettamente in linea con quello che tutta l'azienda vorrebbe ascoltare alla cena aziendale. Il Dj dovr&agrave; semplicemente collegare un pc al mixer ed avviare il player di Last FM. La radio &quot;festa_sfascio_villa_borghese_2008&quot; comincer&agrave; a girare musica precedentemente selezionata o canzoni in linea con quelle votate dai partecipanti.<br />
<br />
Attenzione, i tag di Last Fm, vengono visualizzati in home per quantit&agrave;, quindi potreste taggare, che ne so, Nevermind dei Nirvana con l'etichetta &quot;oggi mi gira il culo col capo&quot; e questa non arriverebbe mai in una parte visibile del sito (se l'avete gi&agrave; fatto potete tirare un sospiro di sollievo). Le tag sono mostrate in base alla loro popolarit&agrave;<br />
<br />
Le potenzialit&agrave; diagonali delle tag in questo senso sono infinitamente superiori a quelle verticali. Qui arriva la parte pi&ugrave; interessante, la parte che potrebbe interessare anche alle aziende.<br />
<br />
Una discoteca ad esempio potrebbe creare un suo gruppo su last.fm, invitarci tutti i frequentatori e crearsi una propria radio con la musica pi&ugrave; suonata (come abbiamo visto nell'esempio sopra).<br />
Il gruppo &ldquo;d'ascolto&rdquo; genererebbe una classifica interna basata sugli ascolti degli iscritti. Il locale potrebbe &quot;magicamente&quot; avere un dato qualitativo sui gusti della propria utenza e mettere in piedi una programmazione sempre pi&ugrave; vicina ai propri consumatori.<br />
L'operazione &egrave; consigliata: azione virale potenzialmente devastante, dati qualitativi inestimabili e spese nulle.<br />
<br />
Il secondo esempio &egrave; emblematico di come le aziende potrebbero impiegare i social network e su come potrebbero effettivamente valutarne il ROI, un problema recentemente affrontato anche da <strong><a href="http://www.lastfm.it/user/franseo/">Marco Massarotto</a></strong><br />
su Internet P.R. (Apogeo 2008)<br />
</em></p><div id="technorati">
<img src="/dblog/template/higherground/gfx/technorati.gif" alt="Technorati" />&nbsp;Tag:&nbsp;
<a href='http://www.technorati.com/tag/Indieriviera' target='_blank' rel='tag'>Indieriviera</a>,&nbsp;<a href='http://www.technorati.com/tag/Blog' target='_blank' rel='tag'>Blog</a>,&nbsp;<a href='http://www.technorati.com/tag/Social+Network' target='_blank' rel='tag'>Social Network</a>,&nbsp;<a href='http://www.technorati.com/tag/Last+Fm' target='_blank' rel='tag'>Last Fm</a>&nbsp;
</div>
]]></content>
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		<updated>2008-05-09T00:34:21+01:00</updated>
		<title type='text'><![CDATA[LOP-SIDED - Altered]]></title>
		<content type='html'><![CDATA[<p><img width="183" vspace="5" hspace="5" height="131" align="left" alt="LOP-SIDED" src="/public/image/gruppi/lopsided_2.jpg" />Sembra proprio l&rsquo;anno buono: siamo lieti di presentarvi i <strong>Lop-Sided </strong>e il loro nuovo &ldquo;<strong><em>Altered</em></strong>&rdquo;, ep autoprodotto ma dall&rsquo;ottima caratura, a partire dalla qualit&agrave; di registrazione, fino al packaging e al progetto grafico, dimostrando di essere ormai una band matura e conscia di avere una precisa identit&agrave; artistica, per quanto difficilmente esprimibile attraverso semplici definizioni di genere. Tutto questo avviene giusto nella stagione dell&rsquo;importante e quasi inaspettato ritorno dei <strong>Portishead</strong>, e poco prima del fatidico momento in cui passeranno in Italia artisti del calibro di <strong>Massive Attack</strong>, <strong>Bjork</strong> e <strong>Sigur R&ograve;s</strong>, tutti ascolti di cui i <strong>Lop-Sided</strong> si nutrono ma che non sono esaustivi nel definire il loro orientamento artistico.<br />
<br />
Se si devono fare dei nomi, giusto per orientare chi non conosce la band, la triangolazione fra <strong>trip hop</strong>, <strong>elettronica</strong> dal sapore nordico e <strong>post rock</strong> pu&ograve; essere una sintesi efficace: tutti generi colti e tendenzialmente destrutturati, qui rimescolati ad arte, secondo una personale e intrigante predisposizione.<br />
<br />
Il sestetto veneto fa base nel veneziano ma possiamo prendere il &ldquo;<strong><em>Bristol Sound</em></strong>&rdquo; come primo riferimento geografico/musicale, anche se non basta questo parallelo per delineare la variet&agrave; sonora dei Lop-Sided, in quanto in &ldquo;<strong><em>Altered</em></strong>&rdquo; non c&rsquo;&egrave; traccia di un&rsquo;unica ispirazione precisa o di un luogo d&rsquo;origine per la loro musica, le quattro canzoni che compongono l&rsquo;ep rappresentano infatti quattro distinti momenti per cominciare ad approcciare una nuova e affascinante dimensione sonora.<br />
<br />
<img width="420" height="162" alt="Lop Sided" src="/public/image/gruppi/lopsided.jpg" /><br />
<br />
Un gruppo sui generis dunque, che fa della propria originalit&agrave; un punto di forza, perch&eacute; estraneo alle pi&ugrave; comuni dinamiche della produzione alternativa odierna, magari molte volte di buona fattura ma con prodotti che troppo stesso ricalcano stereotipati clich&eacute;. I Lop-Sided stanno invece da tutt&rsquo;altra parte, senza un luogo preciso ma come nomadi artistici che seguono le loro pi&ugrave; disparate (ma illuminate) ispirazioni.<br />
<br />
Il loro &egrave; un suono sospeso, tra frenate e ripartenze, come una bolla a mezz&rsquo;aria che continua a fluttuare, deliziosamente leggera e imprevedibile con i fiati a impreziosire l&rsquo;atmosfera in maniera  considerevole e a dare un tocco pi&ugrave; solenne che ci rimanda per certi versi addirittura a forme vicine ad un folk apocalittico. Valore aggiunto la voce di <strong>Rebecca Basso</strong>, che a tratti ricorda addirittura quella di sua maest&agrave; <strong>Beth Gibbons</strong>.<br />
<br />
&ldquo;<strong><em>Altered</em></strong>&rdquo; rappresenta quindi un importante approdo per una band che sta lavorando con questa formazione gi&agrave; qualche anno ma allo stesso tempo questo lavoro vuole essere il punto di partenza per un&rsquo;importante e crediamo &ldquo;illuminata&rdquo; ricerca musicale, che gi&agrave; fino a questo momento ci ha stupito non poco.<br />
<br />
<strong><img width="200" height="174" alt="LOp Sided Altered" src="/public/image/recensioni/lop_sided_altered.jpg" /><br />
<br />
LOP-SIDED &ndash; &ldquo;<em>Altered</em>&rdquo;</strong><br />
<em>(autoprodotto, 2007)</em><br />
<br />
<strong>Tracklist:</strong><br />
<br />
1. April<br />
2. Wandering Consciousness<br />
3. Media Touch<br />
4. In My Headache<br />
<br />
<br />
<strong>I Lop-Sided sono</strong>:<br />
Rebecca Basso - voce<br />
Luca Bozzato - programmazione, synth, elettronica<br />
Matteo Rossi - chitarra<br />
Antonio Gomes - basso<br />
Emanuele Carraio - batteria<br />
Duccio de Rossi - fiati<br />
<strong><a href="http://www.lop-sided.com"><br />
www.lop-sided.com</a></strong><br />
<strong><a href="http://www.myspace.com/lopsidedveniceband">www.myspace.com/lopsidedveniceband</a></strong></p><div id="technorati">
<img src="/dblog/template/higherground/gfx/technorati.gif" alt="Technorati" />&nbsp;Tag:&nbsp;
<a href='http://www.technorati.com/tag/recensioni' target='_blank' rel='tag'>recensioni</a>,&nbsp;<a href='http://www.technorati.com/tag/lop-sided' target='_blank' rel='tag'>lop-sided</a>,&nbsp;<a href='http://www.technorati.com/tag/trip+hop' target='_blank' rel='tag'>trip hop</a>&nbsp;
</div>
]]></content>
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		<category term='Recensioni'/>
		<author>
			<name>Alberto Antonello</name>
		</author>
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		<id>http://www.teamusic.it/public/post/dadamatto-il-derubato-che-sorride-230.asp</id>
		<updated>2008-05-09T00:29:21+01:00</updated>
		<title type='text'><![CDATA[DADAMATTO - Il derubato che sorride]]></title>
		<content type='html'><![CDATA[<p><img width="183" vspace="5" hspace="5" height="131" align="left" src="/public/image/gruppi/dadamatto.jpg" alt="Dadamatto" />Dopo l&rsquo;esordio avvenuto appena un anno fa con &ldquo;<strong><em>Ti tolgo la vita</em></strong>&rdquo;, i <strong>Dadamatto</strong> calano questo bis con sorprendente scioltezza. &ldquo;<strong><em>Il derubato che sorride</em></strong>&rdquo; &egrave; uno di quegli episodi discografici che meritano particolare attenzione, dove gi&agrave; il titolo &egrave; tutto un programma, visto che cita una canzone di Modugno e Pasolini, facendo intendere il tono &quot;serioso&quot; (ma pieno di stile) della band. L'album &egrave; edito da due etichette: la <strong>Records! S&rsquo;il Vous Plait</strong> (gi&agrave; protagonista l&rsquo;anno passato con i <strong>Trabant</strong>, uno dei migliori esordi discografici dell&rsquo;intero 2007) e la <strong>About a boy Records</strong>.<br />
<br />
L&rsquo;impatto sonoro di &ldquo;<strong><em>Il derubato che sorride</em></strong>&rdquo; &egrave; immediato ma nel contempo i saliscendi musicali e soprattutto emotivi, si insinuano un po&rsquo; alla volta nell&rsquo;intimo. Merito della fantasia e dell&rsquo;estro di questo power trio marchigiano, con un universo sonoro tutto particolare, tra l&rsquo;<em><strong>acoustic noise</strong> </em>e l&rsquo;<strong>indie folk</strong>, un po&rsquo; <strong>Pavement</strong> e un po&rsquo; <strong>Violent Femmes</strong>. <br />
<br />
I <strong>Dadamatto</strong> raccontano delle storie tanto semplici quanto incredibili, e proprio per questo ci appaiono stupende. Storie sospese e disperse nella memoria di ognuno di noi. E anche il particolare accento cinico che utilizzano sfuma in un&rsquo;insolita tenerezza. Parlano della nonna, che a sua volta interviene direttamente con la sua voce, mostrando cos&igrave; un desiderio di citare e di comunicare con un passato perduto, facendolo parlare direttamente, con la voce flebile della memoria lontana.<br />
<br />
Ma oltre della nonna, i <strong>Dadamatto</strong> cantano anche di Marco &ldquo;<em>che se n&rsquo;&egrave; andato</em>&rdquo; (il testo &egrave; un piccolo capolavoro di tagliente ironia), dei problemi di Mary (&ldquo;<em>non per tutti Domenica &egrave; festa</em>&rdquo;), dell&rsquo;amico Michele Grossi o di Walter. Mille storie diverse unite tutte dal sottile filo d&rsquo;ironia che si insinua tra le parole e la musica del terzetto anconetano.<br />
<br />
Il carillon del delirio finale in presa diretta &egrave; il sunto di questi sorprendenti <strong>Dadamatto</strong>, altro felice episodio di neorealismo di provincia, di cronaca intima e famigliare, dispersa nel tempo ma cristallizzata per nostra fortuna in un album di pregevole fattura che ci fa sorridere un po&rsquo; amaramente ma che al tempo stesso ci aiuta a riflettere. Applausi.<br />
<br />
<img width="180" height="183" src="/public/image/recensioni/dadamatto_derubato_sorride.jpg" alt="Dadamatto il derubato che sorride" /><br />
<br />
<strong>DADAMATTO &ndash; &ldquo;<em>Il derubato che sorride</em>&rdquo;</strong><br />
<em>(R!SVP Records, About A Boy Records, 2008)<br />
</em><br />
<strong>Tracklist:</strong><br />
1. Manca un chilometro<br />
2. Al cinema<br />
3. Marco se ne &egrave; andato<br />
4. X Mary<br />
5. Mi sono innamorato di te<br />
6. Il mio amico Michele Grossi<br />
7. Nonna Nanna<br />
8. Walter<br />
9. A maggio spuntano le rose<br />
10. Il derubato che sorride<br />
<br />
<strong><br />
I Dadamatto sono</strong>:<br />
Marco Imparato<br />
Andrea Vescovi<br />
Michele Grossi<br />
<br />
<strong><a href="http://www.myspace.com/dadamattometal">http://www.myspace.com/dadamattometal</a></strong><br />
<br />
<br />
<strong>Records! S&rsquo;il Vous Plait<br />
<a href="http://www.rsvprecords.com">www.rsvprecords.com</a><br />
<a href="http://www.myspace.com/rsvprecords">myspace.com/rsvprecords</a><br />
<br />
About a boy Records<br />
<a href="http://www.aboutaboyrecords.com">www.aboutaboyrecords.com</a><br />
<a href="http://www.myspace.com/aboutaboyrecords">myspace.com/aboutaboyrecords</a></strong><strong><br />
<br />
Booking<br />
<a href="http://www.moscowlab.it">www.moscowlab.it</a><br />
<a href="mailto:stefano@moscowlab.it">stefano@moscowlab.it</a></strong></p><div id="technorati">
<img src="/dblog/template/higherground/gfx/technorati.gif" alt="Technorati" />&nbsp;Tag:&nbsp;
<a href='http://www.technorati.com/tag/Recensioni' target='_blank' rel='tag'>Recensioni</a>,&nbsp;<a href='http://www.technorati.com/tag/Dadamatto' target='_blank' rel='tag'>Dadamatto</a>,&nbsp;<a href='http://www.technorati.com/tag/indie+folk' target='_blank' rel='tag'>indie folk</a>&nbsp;
</div>
]]></content>
		<link rel='alternate' href="http://www.teamusic.it/public/post/dadamatto-il-derubato-che-sorride-230.asp"/>
		<link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.teamusic.it/dblog/feed_commenti.asp?articolo=230' thr:count='0' title='Posta i commenti'/>
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			<name>Alberto Antonello</name>
		</author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://www.teamusic.it/public/post/annie-hall-cloud-cuckoo-land-229.asp</id>
		<updated>2008-05-09T00:23:37+01:00</updated>
		<title type='text'><![CDATA[ANNIE HALL - Cloud Cuckoo Land]]></title>
		<content type='html'><![CDATA[<p><img width="183" vspace="5" hspace="5" height="131" align="left" src="/public/image/gruppi/anne_hall.jpg" alt="Annie Hall" />A poco pi&ugrave; di sei mesi di distanza dall&rsquo;uscita di &ldquo;<strong><em>Cloud Cuckoo Land</em></strong>&rdquo; (Pippola Music, distribuzione Audioglobe), autentica gemma di indie pop, i bresciani <strong>Annie Hall</strong> ritornano con una speciale ristampa dello stesso album, festeggiando cos&igrave; nel migliore dei modi la distribuzione europea che toccher&agrave; Francia e tutto il Benelux, ambienti culturali certamente affini alla loro estetica musicale.<br />
<br />
Gli Annie Hall si presentano dunque come l&rsquo;ennesimo caso di produzione italiana dalla facile esportazione, perch&eacute; talento e gusto della melodia non mancano di certo a questa formazione, diventata ben presto uno dei punti di riferimento per tutta la scena alternativa italiana e ammirati da gran parte della stampa di settore, compresi grandi nomi come <strong>Rolling Stone</strong> e <strong>Mtv.it</strong>.<br />
<br />
Meno di quaranta minuti per celebrare l&rsquo;ennesimo miracolo che rende felici ma nemeno troppo sorpresi, perch&eacute; ormai si sa, anche dalla nostra provincia possono irradiarsi raggi di sole che ci offrono un cos&igrave; piacevole ristoro.<br />
<br />
Melodie cristalline e quasi ingenue, intensamente <strong>folk</strong>, secondo una particolare declinazione del termine, italiani di passaporto ma dall&rsquo;animo anglofono (of course), perfettamente a loro agio sia che si tratti di muoversi tra sonorit&agrave; tipicamente americane come in quelle pi&ugrave; spiccatamente britanniche. &ldquo;<em>Pop soundtracks for folk stories</em>&rdquo;, cos&igrave; sono state ribattezzate le melodie degli <em><strong>Annies</strong></em>, non a caso vicini gi&agrave; a partire dal loro nome, a evocazioni filmiche sospese tra le due sponde dell&rsquo;oceano.<br />
<br />
&ldquo;<strong><em>Cloud Cuckoo Land</em></strong>&rdquo; si apre con il lungo esordio di &ldquo;<em><strong>Gone For Good</strong></em>&rdquo; che ci lascia subito esterefatti e ci porta dolcemente dentro il loro ovattato mondo sonoro; &ldquo;<strong><em>Hugs &amp; Kisses</em></strong>&rdquo; ci ricorda invece quella sensazione gi&agrave; provata ad esempio con i Girls in Hawaii, una serena nostalgia, sempre in bilico tra il broncio e il sorriso, mentre &ldquo;<strong><em>Uncle Pig</em></strong>&rdquo; &egrave; un&rsquo;apertura pop dai mille sapori, tra psichedelia e ammiccamenti elettronici, elencare poi rimandi e suggestioni diventa forse ridondante<br />
<br />
Quasi si divertissero a giocare con chi li ascolta, eccoli subito rallentare con &ldquo;<em><strong>Another Age</strong></em>&rdquo;, per poi disegnare una soffice atmosfera che un po&rsquo; ricorda i The Coral,  con il glockenspiel e il banjo che in &ldquo;<em><strong>Ghosts&rsquo; Legs</strong></em>&rdquo; risultano caldi e rassicuranti, posti proprio a met&agrave; dell&rsquo;album, quasi fossero il cuore pulsante dell&rsquo;intero lavoro. &ldquo;<em><strong>Mushrooms</strong></em>&rdquo; e &ldquo;<em><strong>24 Hours</strong></em>&rdquo; sono la naturale prosecuzione dell&rsquo;album, per immergerci poi nell&rsquo;atmosfera viaggiante di &ldquo;<strong><em>Little Room</em></strong>&rdquo;, con dei fiati sbarazzini molto jazzy.<br />
<br />
&ldquo;<strong><em>The Last Wallet</em></strong>&rdquo; rappresenta il commiato, dopo un viaggio breve ma intensissimo che sembra essere durato molto pi&ugrave; dei quaranta minuti scarsi, segnati dall&rsquo;orologio. Gli <strong>Annie Hall </strong>hanno meravigliosamente fermato il tempo.<br />
<br />
<img src="/public/image/recensioni/annie_hall_cloud_cuckoo_lan.jpg" alt="Annie Hall Cloud Cuckoo Land" /><br />
<br />
<strong>ANNIE HALL &ndash; &ldquo;<em>Cloud Cuckoo Land</em>&rdquo; </strong><br />
<em>(Pippola Music, 2007)</em><br />
<br />
<strong>Tracklist:</strong><br />
1. Ghosts Legs <br />
2. Open 24 Hours <br />
3. Mushrooms<br />
4. Hugs And Kisses<br />
5. Uncle Pig <br />
6. Gone For Good<br />
7. The Lost Wallet<br />
8. Little Room<br />
9. Another Age<br />
<br />
<br />
<strong>Gli Annie Hall sono:</strong><br />
Andrea - electric and acoustic guitars, glockenspiel, voice<br />
Fabio - voice, acoustic guitar, piano, rhodes<br />
Giorgio - bass, voice / Budo - drums<br />
<br />
<br />
<strong><a href="http://www.anniehall.it">www.anniehall.it</a></strong><br />
<a href="http://www.myspace.com/unclepig"><strong>www.myspace.com/unclepig</strong></a><br />
<strong><a href="http://www.pippolamusic.it">www.pippolamusic.it</a></strong></p><div id="technorati">
<img src="/dblog/template/higherground/gfx/technorati.gif" alt="Technorati" />&nbsp;Tag:&nbsp;
<a href='http://www.technorati.com/tag/recensioni' target='_blank' rel='tag'>recensioni</a>,&nbsp;<a href='http://www.technorati.com/tag/annie+hall' target='_blank' rel='tag'>annie hall</a>,&nbsp;<a href='http://www.technorati.com/tag/indie+pop' target='_blank' rel='tag'>indie pop</a>,&nbsp;<a href='http://www.technorati.com/tag/folk' target='_blank' rel='tag'>folk</a>&nbsp;
</div>
]]></content>
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		<link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.teamusic.it/dblog/feed_commenti.asp?articolo=229' thr:count='0' title='Posta i commenti'/>
		<category term='Recensioni'/>
		<author>
			<name>Alberto Antonello</name>
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